Storia
Alessandro Antonucci inizia il suo percorso artistico presso la scuola d’arte “antonello da messina” di legnano. Ecco germinare i primi lavori figurativi, ma come ogni artista degno di essere considerato tale, alessandro avverte il desiderio di continuare a ricercare. Il passaggio alla “non forma ” arriva gradualmente.poi antonucci sceglie la strada dello spazio attraverso il tempo,del luogo senza il luogo. Aviene l’esplosione: i segni, il colore, la materia e gesti dell’artista si amalgamano in un unico impasto comunicativo, reale e chimerico al contempo. Come sostiene il critico tapié, l’arte informale porta con sé un’immensa carica irrazionalistica, che si struttura grazie all’esperienza dell’impressionismo, del dadaismo, del surrealismo e dell’espressionismo.
Esprimere qualcosa senza una reale forma attraverso il colore è destabilizzante quanto eccitante perchè, mentre dipingi, vieni trascinato dalla passione e dalle emozioni, tecnica e pura ispirazione si fondono in un’estasi di gesti,segni e pennellate. l’opera così si sviluppa, si trasforma e cresce fino alla sua completa realizzazione, alla fine, a quella sua essenza definitiva in grado di esprimere tutto o niente.
– Alessandro Antonucci
Critica di Alberto Mattia Martini
Nelle opere di Alessandro Antonucci le consapevolezze, le sperimentazioni e le abilità si compenetrano, non rimanendo solamente legate al concetto di opposizione all’idea di forma o ad ogni elaborazione di organizzazione razionale. La contemporaneità di Antonucci, la sua consapevolezza della vastità dell’arte nella sua accezione più ampia, lo portano ad approfondire ed interessarsi anche della danza e della musica. Il movimento del corpo, l’atto libero d’evasione, di distacco apparente dal pensiero e il ritmo empirico del pianoforte diventano parte integrante e fonte d’ispirazione del suo lavoro. L’arte informale vive di forte analogia con l’improvvisazione e la sonorità della musica. I colori dinamici, scattanti, rapidi, colmi di luce di Antonucci, nascono dalla capacità di liberarsi del furore creativo per trasformarlo in gesto estemporaneo e fulmineo che muta in forma astratta.

